Da quando l'idea di fondare una mia azienda fa parte delle possibilità che vedo per il futuro, ho iniziato a guardarmi
intorno per capire quale sia la situazione attuale delle donne imprenditrici ed in alti gradi
dirigenziali.
Mentre ero in
Silicon Valley ho avuto la possibilità di partecipare a vari eventi incentrati
su questo tema (due esempi qui) e sono rimasta davvero colpita da come
questa enorme quantità di donne con grandi ambizioni e grandi risultati rimanga
spesso nella penombra. Infatti la maggior parte di fondatori di nuove startup che ho incontrato in questi tre mesi erano uomini, solo andando a questo tipo di eventi mi sono resa conto che un piccolo movimento di donne che ci provano e ce la fanno esiste.
Ma partiamo dal
principio: chi prende solitamente le decisioni di acquisto in una famiglia?
Nella nostra vita
quotidiana, tutti sappiamo che i capifamiglia in questo senso (e non solo) sono
le donne.
Ok, io sono una
donna, voglio fare l'imprenditrice, ma qui vi parlo da ingegnere gestionale: l'80% delle
decisioni di acquisto per prodotti di consumo sono prese da donne (articolo
di Techcrunch: "Why women rule the internet"), ma il 90% dei
prodotti è ideato da uomini: qui c'è qualcosa che economicamente non torna!
La presenza delle
donne nei vertici aziendali continua ad essere fortemente al di sotto di
quella degli uomini: solo il 15,7 % dei consigli di
amministrazione delle aziende appartenenti alla classifica "Fortune 500" del 2010 è al
femminile e questo numero scende al 2.8% se guardiamo gli amministratori
delegati (fonte: catalyst).
Nonostante il
numero di imprese statunitensi fondate da donne sia duplicato dagli anni '90 agli anni
2000, secondo un
recente studio della Kauffman Foundation la percentuale delle
attività imprenditoriali gestite da donne rimane il 35,3%.
Ma cos'è che
succede man mano che si va avanti nel tempo?
Non vi ricordate a scuola, quando di solito erano le ragazze ad andare meglio in matematica e scienza? Dove finisce
crescendo quell'attitudine di eccellenza nel mondo imprenditoriale? Quali sono i problemi
che le donne incontrano durante la loro carriera professionale? E come mai le
grandi capacità organizzative tipiche delle donne non trovano il dovuto spazio
nelle aziende?
Un articolo dell'Economist del
2009 puntava il dito sulla
maternità: per le donne diventare madri sembra essere una scelta alternativa a
quella di fare carriera o fondare un'impresa; secondo questo studio, in America
le donne senza figli guadagnano in media quanto gli uomini, mentre le madri
molto meno.
Ma i figli non si fanno in due? Perchè io dovrei scegliere se
avere dei figli o fare
carriera, mentre un uomo queste possibilità le ha entrambe?
Credo che siano la
cultura, le politiche e i preconcetti a dover cambiare e non solo da parte
degli uomini.
Per una donna
essere giudicata una brava manager è davvero difficile: se sei autoritaria e
aggressiva vieni vista come una str...a senza femminilità; se invece sei
accomodante e carina spesso vieni giudicata incompetente e questo indipendentemente dal sesso dei tuoi interlocutori.
La difficoltà per
le donne è anche data dalla scarsità di esempi di donne di successo da seguire all'interno delle organizzazioni: una donna che segua
durante la sua carriera solo esempi maschili ad alti livelli manageriali non
potrà mai far leva sulle caratteristiche organizzative tipicamente femminili
che la porterebbero a distinguersi.
In U.S.A ho avuto
modo di scoprire l'esistenza di moltissime associazioni e organizzazioni con
l'obiettivo di cambiare la cultura aziendale riguardo alla presenza femminile e
a promuovere a partire dalle scuole una educazione imprenditoriale femminile; qui alcuni
link.
Ma qual è invece
la situazione in Italia?
I dati del rapporto
"Donne ai vertici dell'economia italiana "del 2010 di ManagerItalia sono davvero poco
confortanti: solo l'11,9% dei dirigenti delle aziende private italiane sono
donne, contro il 33% della media europea. Le donne imprenditrici italiane sono
solo il 23,3%. Tutto ciò a fronte di una maggioranza femminile (+ 26%) fra i
laureati "questo a conferma del fatto che le donne su alcuni fronti,
soprattutto dove vale il merito e non ci sono condizionamenti culturali,
hanno sorpassato gli uomini e possono e devono essere la principale
risorsa per lo sviluppo e la crescita dell’economia, che oggi è prima di
tutto economia della conoscenza"(cit. rapporto ManagerItalia)
Ho cercato quali
siano le principali organizzazioni italiane che promuovono lo sviluppo di una
cultura imprenditoriale femminile: la più importante è l'"Associazione
imprenditrici e donne dirigenti d'azienda" (AIDDA),
la cui presidentessa è anche a capo della associazione mondiale per donne
imprenditrici FCEM.
Immagino che non
sia per niente facile promuovere una cultura femminile di eccellenza in un
Paese dove la figura della donna come mero oggetto è all'ordine del giorno,
dove il premier, indeciso sul nome da dare al partito, propone divertito "ForzaGnocca".
Il secondo dei siti che appaiono nella lista di google digitando "donne imprenditrici": donneimprenditrici.it, il quale si propone come un "network al femminile dedicato a manager, professioniste, imprenditrici e aspiranti tali in tutti i settori". Sono rimasta davvero stupita nell'andare a visitare il blog rivolto alla promozione della donna imprenditrice scritto dalla presidentessa di tale associazione, la quale mi sembra riproponga lo stereotipo della donna oggetto nell'immagine dell'homepage.
Il secondo dei siti che appaiono nella lista di google digitando "donne imprenditrici": donneimprenditrici.it, il quale si propone come un "network al femminile dedicato a manager, professioniste, imprenditrici e aspiranti tali in tutti i settori". Sono rimasta davvero stupita nell'andare a visitare il blog rivolto alla promozione della donna imprenditrice scritto dalla presidentessa di tale associazione, la quale mi sembra riproponga lo stereotipo della donna oggetto nell'immagine dell'homepage.
Spero davvero che con il tempo e la nostra determinazione questa situazione possa cambiare.
Sono convinta che una maggiore presenza delle donne nel mondo imprenditoriale non posso far altro che migliorare e incrementare le prestazioni aziendali (come dimostra la ricerca catalyst "The Bottom Line: Corporate Performance and Women's Representation on Boards"); d'altronde la diversità è sempre la chiave del successo.