Questo libro è arrivato nelle mie mani in un periodo davvero particolare.
E' strano come alcune volte quell'energia costante che trovavi dentro di te, quella spinta, che pensavi inesauribile, ad un certo punto si spegne. Non c'è un determinato momento ovviamente, ma ad un tratto ti ritrovi a pensare perchè? ti sembra di vivere la vita di qualcun altro, che tu stesso invece, mostro, hai creato...e ti sta un po' stretta e vorresti solo fermarti, ma quel treno in corsa che hai lanciato proprio tu di progetti, obiettivi, lavoro da fare, continua a spingerti dalle spalle e tu non puoi fermarti...ma ti perdi.
Vi starete chiedendo, cosa c'entrano gli stronzi? Beh, gli stronzi, per Giacobbe sono quelli che vanno sempre con il treno, sono il treno, sono autosufficienti e sicuri, trovano sempre l'energia necessaria in sè stessi, credono in sè stessi, qualunque cosa accada, insomma sono adulti. Dall'altra parte, infatti, ci sono i "bambini", perenni infelici se soli, cercano la soluzione dei problemi all'esterno, negli altri, cercano qualcuno che gli accudisca (come i bambini veri appunto), che si prenda cura di loro, che gli faccia da genitore e se trovano qualcuno che non è disposto a farlo e "li abbandona" lo chiamano stronzo. (E qui ci andrebbe un'intera dissertazione sui bamboccioni italiani, in casa fino ai 35 anni, come fanno a diventare adulti e autosufficienti?vabbè ma non voglio annoiarvi).
Insomma, citando Giacobbe, i "bambini" sono eterocentrati (cercano la soluzione dei problemi al di fuori di sé), gli stronzi sono autocentrati (HANNO la soluzione dentro di sé). Come avviene questo cambiamento? Passando all'età adulta, tramite la solitudine, unica modalità in cui ognuno di noi impara ad affrontare le difficoltà da solo e quindi a diventare adulto, stronzo, a creare, sempre citando l'autore, un'autoimmagine positiva di se stessi, grazie alla quale qualsiasi problema ci si presenti, sappiamo che dentro di noi abbiamo le forze per affrontarlo.
Ecco, in alcuni momenti, è questo che mi manca, ma non la consapevolezza che in qualche modo me la cavo, ma la voglia di farlo. Ho perso un po' gli obiettivi e la sicurezza di quello che voglio e di conseguenza la smania del fare, fare e fare. Stronza e bambina si accapigliano spesso dentro di me.
Ecco il principale motivo per cui non scrivevo qui da quasi un mese....ma oggi no!
L'ho sempre detto che viaggiare aiuta, almeno me. Vi scrivo da Portsmouth, Inghilterra, dove sono arrivata ieri per trovare il migliore amico. Soltanto l'aver conosciuto tutti i ragazzi che vivono qui, in questa casa enorme da Grande Fratello, provenienti da tutto il mondo e il fatto che stamattina possa andare a conoscere un posto nuovo, mi ha decisamente ridato un po' di sana voglia di Vivere...mi sa che almeno per un po', risalgo sul treno e continuo ad intraprendere quel difficile passaggio.
Vado ad esplorare e a ritrovare un po' la stronza che c'è in me.
