Vivendo a contatto con culture diverse, ci sono alcune dei valori e delle capacità insite nel dna italiano che vengono a poco a poco in evidenza.
Il sangue italiano porta in sè "l'arte dell'arrangiarsi"; il nostro popolo ha dovuto da sempre affrontare vicende storiche in cui solo l'ingegno poteva essere d'aiuto nel sopravvivere.
Questa capacità degli italiani è davvero unica; negli Stati Uniti, la gente è abituata a seguire procedure, eseguire piani, nel momento in cui c'è qualcosa che esce dai piani, panico.
Un italiano è abituato a vivere nel caos, gestisce il caos e "no matter how" una cosa la fa e il grande successo di un imprenditore è dato dall'abilità di portare a termine qualcosa a prescindere dal come; gli italiani, quindi, si contraddistinguono per grandi capacità di gestione in ambienti in continuo mutamento.
Un altro grande nostro punto di forza e differenza è nei rapporti sociali. Riusciamo a creare rapporti più profondi e diretti.
Uno dei grandi problemi dei rapporti sociali in USA è, secondo me, la mancanza di scambi veri e profondi. Questo ha impatto sia sui rapporti personali, come è possibile immaginare, sia sui rapporti lavorativi.
La capacità distintiva degli italiani è quella di essere più diretti, superando la barriera data dall'educazione di origine tutta inglese (politeness), che spesso porta a fraintendimenti e mancanza di chiarezza.
In più, per quello che è la mia esperienza, i valori di amicizia e famiglia che ci portiamo dentro sono qualcosa di unico e raro e non è un caso che spesso anche all'estero molti italiani cerchino "loro simili" per condividere le loro vite, formando vere e proprie comunità come quella che abbiamo noi qui in Silicon Valley.
Essere italiani all'estero non è quindi poi così male, basta saper riconoscere e puntare sulle nostre caratteristiche distintive.
Essere italiani all'estero non è quindi poi così male, basta saper riconoscere e puntare sulle nostre caratteristiche distintive.
Ovviamente queste sono solo le mie idee e spero di poterne sentire altre e diverse. Scrivete!
3 commenti:
"Quando atterro a Bari in aeroporto e vado dal nord barese verso il Gargano (120km) e vedo la terra rossa delle campagne che fa contrasto con il verde degli ulivi e il cielo blu, io penso che Manhattan non è nulla in confronto..."
Leggendo il tuo post mi è venuto subito in mente questo spezzone tratto da un altro blog (http://ciociola.me/), scritto da un ragazzo che, guarda caso, è originario della tua (della nostra...)terra, e che proprio come te ha deciso di varcare quell'oceano, per poi fondare una startup di cui presumibilmente sentiremo parlare presto anche nel BelPaese...
Chissà che tu non ne possa seguire le orme...Questo è ovviamente il mio augurio!
L'idea di aprire questo blog è molto interessante. Il fatto di ricreare una piazza virtuale per scambiare impressioni, idee, esperienze è alla base della crescita individuale di chiunque deciderà di parteciparvi.
Come tu stessa sostieni un nostro punto di forza è nei rapporti sociali, quell'idea di bar o di piazza come luoghi di aggregazione sociale che è una caratteristica tipicamente italica.
Concordo pienamente con te che è da lì che si debba partire, dalla condivisione di esperienze per poter contribuire attivamente ad un cambiamento che non può più attendere. Siamo gli esclusivi artefici del nostro destino e se rimarremo a guardare chi ci comanda esprimendo continue lamentele in proposito non riusciremo a far cambiare nulla.
Ma è viaggiando, osservando, "rubando" da chi è più bravo di noi che questo sarà possibile, e questo blog non può far altro che facilitare questo processo di condivisione!
In bocca al lupo per tutto e un abbraccio!
Grazie Francesco! E' proprio questo lo spirito che cerco!
Seguo il filo di Arianna o meglio il tuo suggerimento ...certo la voglia di condivisione è importante. Come ho scritto in MTB negli italiani, per quello che ho notato personalmente, esiste oltre una certa indolenza la scarsa capacità gestionale derivante probabilmente dalla nostra importante storia che invece di essere una richezza si tramuta spesso in peso e fardello. La mia sensazione è che si rischia di rimanere vincolati ad idee e schemi sorpassati. Il mondo invece viaggia al doppio della velocità e non sempre aspetta, inoltre è presente una fondata incapacità di promuoversi e di fiducia nei propri mezzi.
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